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Le Dodici Tavole - Dai Decemviri agli Umanisti <br> M. Humbert (a cura di)
«Definizione del diritto uguale per tutti», «fonte intera del diritto pubblico e privato»: le Dodici Tavole sono state considerate nell’antichità romana al tempo stesso il fondamento dell’ordinamento giuridico e la perfetta realizzazione della legge giust
88-7358-022-X
€50.00
Gli Statuti Municipali <br> L. Capogrossi Colognesi, E. Gabba (a cura di)
Una città è «là dove i tetti si toccano», la sede che un popolo munisce a propria difesa, con templi e spazi comuni. Questa splendida definizione romana – che vede nella città il luogo dove l’uomo associandosi ai suoi simili si procura domicilio e riparo, ma anche dove impara a esercitare in comune il culto e la politica – è nitidamente riflessa negli statuti municipali oggetto di questo volume, ossia nelle norme fondamentali che i Romani imposero, nel corso del tempo, alle comunità cittadine diffuse in Italia e nelle province. Gli statuti municipali, vere e proprie «costituzioni», regolavano appunto le strutture urbanistiche, la difesa comune, i culti e soprattutto le istituzioni della politica e della giustizia.
88-7358-031-9
€65.00
I diritti del mondo cuneiforme <br> (Mesopotamia e regioni adiacenti, ca. 2500-500 a.C.) <br> M. Liverani, C. Mora (a cura di)
Col termine di «diritti cuneiformi» si sogliono indicare i diritti del Vicino Oriente antico durante gli oltre due millenni che costituiscono quella che è stata definita «la prima metà della storia». Scenario ampio nel tempo e nello spazio, e variegato sotto molteplici aspetti. Questo settore di studi è attualmente praticato piuttosto da filologi che non da giuristi. Ne consegue l’opportunità di aggiornare le conoscenze, che nel campo antico-orientale si accrescono senza sosta, e anche di avviare un confronto consapevole, inteso a chiarire soprattutto ai giovani di formazione orientalistica le specificità concettuali e terminologiche di ambito giuridico, e a sondare l’applicabilità storica dei concetti romanistici a civiltà tanto diverse per istituti e consuetudini, e notoriamente poco interessate ad una rigorosa sistematizzazione. Il volume offre un ricco panorama diacronicamente ordinato della ricerca internazionale sui diritti cuneiformi.
978-88-6198-025-9
€60.00
La repressione criminale nella Roma repubblicana <br> fra norma e persuasione <br> B. Santalucia (a cura di)
Secondo una definizione greca, lo scopo primo dell'oratoria giudiziale è «convincere il giudice e guidare la sua sentenza nella direzione voluta». Le arringhe sono perciò il documento più realistico del funzionamento del sistema repressivo nella Roma repubblicana, dal punto di vista degli stessi contemporanei. Esse documentano come accusatori, difensori e giudici interpretassero e applicassero le norme giuridiche che definivano crimini, pene e forme del giudizio; in che modo venissero ricostruiti i fatti controversi; quale spazio fosse lasciato, nel convincimento dei giudici, a fattori politici, sociali e anche emotivi. Gli studi raccolti in questo volume – dedicato principalmente ai iudicia publica d'età ciceroniana – esplorano dunque la dimensione in cui il diritto criminale trovava la sua concreta attuazione e ne offrono una più precisa storicizzazione. Al tempo stesso, le regole retoriche che presiedevano all'elaborazione delle orazioni forensi – specialmente quelle che guidavano l'inventio – forniscono un metodo ancora attuale e insuperato per risolvere i conflitti attraverso l'uso di argomenti e il ricorso alla ragione e all'emozione.
978-88-6198-031-0
€60.00
Homo, caput, persona<br>La costruzione giuridica dell'identità nell'esperienza romana

Nel mondo romano, gli uomini erano distinti da molteplici statuti e categorie, da appartenenze ed esclusioni. Ciascuno valeva in funzione del tutto e l’identità del singolo era definita dal posto che occupava nell’insieme sociale. Simbolo di questa esperienza – superata con la fine dell’Ancien Régime – è la parabola della nozione di ‘persona’. Prima di assurgere a termine che definisce l’eguaglianza degli uomini pensati come soggetti di diritto, significava nel linguaggio romano ‘ruolo’, secondo una metonimia basata sul significato di persona come ‘maschera teatrale’. Molti di questi ruoli erano determinati dal diritto: ciascun uomo, invece di ‘essere’ una persona, uguale alle altre (soggetto di diritto, unione di spirituale e temporale), ‘aveva’ una persona (un ruolo per il diritto). Questo volume è una ricerca collettiva che verte sulla funzione avuta dal diritto (romano) nel plasmare gli individui e conferire loro un’identità, esterna e interiore, come espressione complessiva dell’inserimento sociale. Si tramuta, insomma, in ipotesi di storiografia giuridica l’asserto secondo cui ogni individuo scopre ‘se stesso’ solo nel suo ‘essere con gli altri’.

978-88-6198-041-9
€80.00
Testi e problemi del giusnaturalismo romano <br> D. Mantovani, A. Schiavone (a cura di)
«Il diritto naturale – scrive il giurista Ulpiano  è quello che la natura ha insegnato a tutti gli animali; è da qui che discende l’unione fra maschio e femmina, che noi chiamiamo matrimonio, è da qui che discende la procreazione dei figli, da qui il loro allevamento». I giuristi romani individuavano anche un altro ordinamento – in parte connesso con questo  comune a tutti gli uomini e loro esclusivo, come comune ed esclusiva dell’uomo è la ragione su cui quest’ordinamento si basa: è «il diritto dei popoli  spiega Gaio quello che la ragione naturale ha costituito presso tutti gli uomini, e viene osservato identicamente presso tutti i popoli».
978-88-7358-040-9
€70.00